Corso di base di “Pizzica Pizzica”
e “Danze Popolari del Sud Italia”
con le insegnanti di Tarantarte

1° ciclo Giugno – Luglio 2015
2° ciclo Ottobre – Novembre 2015
3° ciclo Febbraio – Marzo 2016
4° ciclo Maggio – Giugno 2016
5° ciclo Ottobre – Novembre 2016
6° ciclo Febbraio – Maggio 2017

Il corso è rivolto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo delle danze del sud Italia, pur non avendo precedenti studi musicali o di danza. Si approfondirà la conoscenza dei balli trattati, la loro storia, origini e differenze. Il corso verterà prevalentemente sullo studio della pizzica pizzica e accenni alle altre tarantelle del sud Italia, tra cui: tarantella carpinese (Gargano), sonu a ballu (tarantella calabrese) , ballo sul tamburo (tammurriate campane) e altri balli allacciati. Il metodo di studio, elaborato da diversi anni dalla scuola Tarantarte, prevede un iniziale esercizio di ascolto del proprio corpo e di scoperta delle possibilità di movimento di ciascuno, per poi mettere in relazione il proprio movimento con l’altro e con il gruppo. L’obiettivo è di condurre gli allievi a riscoprire e valorizzare forme di ballo tradizionale e farne proprie le figure, la storia e la gestualità, rintracciandone il significato originario di condivisione e di festa. La pizzica pizzica è una musica, un ballo, una tradizione. 
Un tempo si ballava in occasioni familiari o nelle feste della comunità, in coppia tra persone dello stesso sesso o tra uomo e donna.  A differenza di quanto si pensa dunque, la pizzica non è solo un ballo di corteggiamento. Poteva infatti assumere diverse valenze, di divertimento, di scherno, di sfida (tra uomini sopratutto). 
La musica della pizzica pizzica veniva utilizzata anche nel rito etnocoreutico del tarantismo, e la storia del morso mitico della taranta continua ad affascinare ancora oggi studiosi e danzatori.  
La pizzica pizzica, fatta di piccoli passi scanditi dal ritmo terzinato del tamburello, è un ballo ricco di figure e simbolismi, legati al mondo contadino di un tempo e al mondo mediterraneo da cui attinge la stessa radice.

Condurre gli allievi a riscoprire e valorizzare forme di ballo tradizionale sopravvissute fino a noi e farne proprie le figure, la storia e la gestualità

  1. Contestualizzazione storica, geografica e culturale delle danze popolari italiane trattate
  2. Riscaldamento fisico
  3. Avvicinamento alla danza  attraverso l’esplorazione degli elementi base di questa disciplina: corpo fisico, spazio, tempo e relazione con gli altri
  4. Pizzica-pizzica del basso salento: figure base e gestualità; dinamiche della coppia e della ronda; 
cenni sul tarantismo e differenze con il ballo di festa
  5. Studio delle altre tarantelle del sud Italia:
    – pizzica-pizzica area di Ostuni
-tarantelle carpinese (Tarantelle del Gargano)
-ballo sul tamburo ( tammurriate stile dell’Agro-Nocerino Sarnese). Cenni su altre aree di ballo sul tamburo.
    – sonu a ballu (tarantella calabrese, stile reggitano)
  6. Cenni su altri balli allaccciati: walzer, mazurka, scotish
  7. Altri elementi del ballo popolare: mastro da ballo, dinamiche all’interno del cerchio, uso corretto del fazzoletto, strumenti di accompagnamento al ballo tra cui: castagnette campane, castagnole del Gargano.

Corso Danze, Suoni e Sensi per giovani disabili
con Antonella Prontera

corsi per giovani disabili

Giugno 2016
Settembre 2016

La musica può essere ascoltata, vista, sentita, prodotta e creata; può essere trasmessa attraverso suoni, forme visive e sensazioni; può essere verbale e non-verbale. Può assumere un significato diverso in base all’utilizzo. La musica, per gli aspetti multisensoriali che la caratterizzano, è il mezzo ideale per il lavoro in contesti di disagio (giovanile, cognitivo e psico-fisico, emozionale, neurologico…) in quanto attraverso esperienze musicali si possono attivare e mettere in evidenza i canali visivi, tattili o cinestetici. Il percorso sarà propedeutico alla conoscenza e all’apprendimento delle danze tradizionali grazie alla fruizione degli strumenti musicali, all’ascolto di musiche, all’utilizzo della propria voce e del corpo che si muoverà nello spazio ed entrerà in relazione con gli altri.

Attraverso le tecniche utilizzate in musicoterapia, che prevedono la partecipazione attiva e creativa dei componenti del gruppo, conosceremo gli strumenti musicali, il loro suono e le tecniche di utilizzo degli stessi. Improvvisazione musicale libera e guidata, dialogo sonoro, movimento sulla musica libero e guidato, sperimentazione vocale saranno i mezzi per migliorare la conoscenza di sé, accrescere l’ autostima e migliorare la capacità di stare in gruppo in modo attivo e collaborativo. Il laboratorio sarà rivolto a ragazzi e giovani con diverse abilità in grado di stare in gruppo. Si richiede la presenza di un adulto accompagnatore e facilitatore durante lo svolgimento delle attività.