La Pizzica Pizzica e le danze popolari del Sud Italia: tra tradizione e nuove forme coreutiche
con Silvia de Ronzo

 

corsi_approfondimento_pizzica

1° incontro: Luglio 2015
2° incontro: Dicembre 2015
3° incontro: Aprile 2016
4° incontro: Luglio 2016

Gli incontri laboratoriali di 3 ore nel fine settimana con Silvia De Ronzo sono programmati alla fine dei corsi base sulla pizzica pizzica e le danze popolari del sud Italia. Saranno incontri di studio aperti a tutti, per danzatori e appassionati di musica e danze popolari. L’obiettivo è quello di condurre gli allievi ad una maggiore consapevolezza nella riscoperta, nella valorizzazione e nella rielaborazione delle forme popolari del ballo, in una costante ricerca di equilibrio tra espressioni tradizionali e territoriali e nuovi stimoli contemporanei e globali. La tradizione viene intesa non come qualcosa di fisso e immutabile ma come un linguaggio in continuo divenire, affidato alle nuove generazioni, che hanno il compito e la responsabilità di cercare nuove strade. Partendo da alcuni modelli di riferimento tradizionali, si percorre la storia del movimento di riproposta legato al ballo, indagando le fratture, la spettacolarizzazione, i nuovi termini e le nuove proposte in ambito didattico e teatrale. Il percorso prevede momenti di perfezionamento pratico delle danze popolari delle diverse regioni del sud Italia e momenti di approfondimento con letture, video e ospiti di diversa formazione. Gli allievi vengono condotti in un viaggio danzato a partire dalle figure di danza tradizionale, fino alla ricerca di una propria espressività, utilizzando tecniche di improvvisazione e coreografiche.


TARANTatelier
Laboratori di Danza Teatrale sugli aspetti simbolici, iconografici, rituali e coreutici
del tarantismo e della Pizzica salentina
con Maristella Martella

tarantatelier

Novembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Ottobre 2016
Dicembre 2016

Se non si ha avuto la fortuna di far parte di una comunità tradizionale, di danzare in ambienti familiari e conoscere i codici culturali della comunità di appartenenza, è necessario studiare e approfondire non solo gli aspetti cinetici della danza ma l’inesauribile serbatoio di esperienze e conoscenze della tradizione di un popolo che la rappresenta.

Il linguaggio coreutico e teatrale contemporaneo offre diverse possibilità di lettura e di interpretazione dei codici tradizionali e delle loro trasformazioni. Durante il laboratorio di danza teatrale, Taranta Atelier, si studiano i passi dei differenti stili di Tarantella, si creano coreograficamente sequenze danzate e insieme si costruisce una storia, il cui tema è “il Tarantismo, oggi

(…) Il Tarantismo si risveglia così, non restaurandolo o conservandolo, bensì rivitalizzandolo nello shock di associazioni inattese e significative. Più che lo storico locale, può entrare in contatto col mondo del Tarantismo l’artista che ha provato nel vivo della sua ricerca cosa significhi la dissoluzione della forma. L’artista d’avanguardia dissolve distinzioni e gerarchie in una dimensione fluttuante, e le rivive in una situazione per cui tutto ora può comporsi con tutto, fuori da imposizioni preordinate, o da trame necessarie, o da percorsi segnati. L’artista si è emancipato dalla storia in quanto sistema di orientamento fisso, regola e legge del progresso. E’ nella storia come flusso di vita, imprevedibilità del tempo, ramificazione infinita del possibile; e insieme come continua interpretazione, attualizzazione, riformulazione, rifigurazione del mito. Per Lapassade bisogna tentare la via degli incroci, anche casuali, di cose apparentemente lontane tra loro, per trarre fuori la cultura minoritaria del Tarantismo dalla sua condizione di silenzio. Lapassade rifiuta ogni interpretazione realistica del Tarantismo, in quanto la trova pedantemente analogica. Scomparse le tarantate, non si tratta di conservarne la memoria in un museo, ma – dice Lapassade – di ‘farsi tarantolati’, di rivivere, nell’oggi, il significato di ‘transe’.  Bisogna danzare con il Tarantismo, entrare in una dimensione di transe, il che significa, poi, in una dimensione creativa ed artistica(…)”   Cosimo Colazzo in Intervista sul Tarantismo di Gerges Lapassade